Una visita a Fossoli per il giorno della memoria

Oggi più che mai sarebbe bene non dimenticare. Con il dilagante antisemitismo radicato in tutte le parti del mondo per colpa di una classe politica incapace di comprendere alcuni concetti fondamentali e di saperli spiegare c’è bisogno di non dimenticare che il popolo ebreo ha subito un genocidio. Oggi più che mai c’è una grande confusione con i significati delle parole, oggi più che mai si usano vocaboli inappropriati, oggi più che mai bisogna distinguere il falso dal vero come canta Francesco Guccini, nel suo “Un vecchio e un bambino”. Oggi più che mai bisogna fermarsi e riflettere, approfondire, documentarsi e saper spiegare e raccontare a mente fredda e con i moderni testi di storia, ripuliti da ideologie politiche comuniste e fasciste, si avverte anche il bisogno di conoscere e riconoscere i propri principi ed i propri ideali, attraverso una pulizia radicale dalle vecchie ideologie politiche. Non bisogna nascondersi dietro falsi slogan, false ideologie che ahinoi esistono ancora ma che non appartengono alla quotidianità in particolare di persone con disabilità ed è per questo che oggi vi portiamo Fossoli (MO).

La Associazione Nazionale Turismo Open, ha fortemente desiderare avere come proprio Partner la Fondazione Fossoli perché vogliamo ricordare la storia dell’immensa tragedia dello sterminio di milioni di ebrei. Abbiamo intervistato la presidente della Fondazione. Potete leggerla a questo link.

A circa sei chilometri da Carpi, in località Fossoli, è ancora visibile il Campo costruito nel 1942 dal Regio Esercito per imprigionare i militari nemici. Nel dicembre del 1943 il sito è trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in Campo di concentramento per ebrei. Dal marzo del 1944 diventa Campo di polizia e transito, utilizzato dalle SS come anticamera dei Lager nazisti. I circa 5.000 internati politici e razziali che passarono da Fossoli ebbero come destinazioni i campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück. Dodici i convogli che si formarono con gli internati di Fossoli, sul primo diretto ad Auschwitz, il 22 febbraio, viaggiava anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di “Se questo è un uomo” e nella poesia “Tramonto a Fossoli”. Fossoli è stato il campo nazionale della deportazione razziale e politica dall’Italia. Tra il 1945 e il 1947 è campo per “indesiderabili”, ovvero un centro di raccolta per profughi stranieri. Dopo la fine della guerra il Campo è utilizzato a scopo civile. Dal 1947 al 1952 è occupato dalla comunità dei Piccoli Apostoli di Don Zeno Saltini che a Fossoli danno vita a Nomadelfia. Dal 1954 alla fine degli anni ’60 vi giungono i profughi giuliani e dalmati provenienti dall’Istria e vi fondano il Villaggio San Marco. Di proprietà dello Stato, il Campo dopo il 1970 cade in uno stato di abbandono. L’apertura a Carpi nel 1973 del Museo Monumento al Deportato spinse il Comune a richiedere l’acquisto dell’area che, nel 1984, venne concessa “a titolo gratuito” grazie ad una legge speciale.

Fossoli è abbastanza accessibile a persone con disabilità, nonostante il luogo che andate a visitare, vi aiuterà a comprendere più da vicino cosa erano le baracche. E’ stato un luogo che serviva a raccogliere prigionieri che verranno portati al famigerato Binario 21 a Milano. Qui la visita al memoriale della Shoah.
